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24.7.08

Nasce Medpedia, la Wikipedia della salute

Per tutti coloro che cercano sul web informazioni di argomento medico, è in arrivo Medpedia, un luogo ufficiale e il più possibile affidabile di consultazione medica.
Medpedia Project, promosso da Harvard Medical School, Stanford School of Medicine, lo statunitense National Institutes of Health (NIH) e il Federal Drug Administration (FDA), verrà lanciato entro la fine del 2008 e fornirà un'informazione su 30 mila patologie e 10 mila farmaci esistenti.
E' possibile iscriversi per essere avvisati del lancio.

Qui l'articolo del Corriere.

22.7.08

Farmaci, cresce la fiducia. E la speranza di vita

"In circa 30 anni e' aumentata in Italia la speranza di vita alla nascita, che da meno di 74 anni nel 1978 è salita a più di 80 nel 2005. Gli studi piu' accreditati certificano che il 40% di questo aumento e' ascrivibile ai farmaci". Parole di Giuseppe De Rita, presidente del Censis, a commento dei risultati di uno studio dello stesso istituto e del Forum per la ricerca biomedica.

Sui farmaci si getta nuova luce. Se da un lato c'è diffidenza per i possibili effetti collaterali, dall'altro - come emerge nella ricerca - c'è un aumento della fiducia, grazie anche agli sviluppi della ricerca in questo settore che è in grado di offrire prodotti innovativi e di efficacia terapeutica.

"L'80% degli italiani - ha sottolineato De Rita - ritiene che i medicinali abbiano contribuito molto alla possibilita' di convivere con le patologie croniche, quota cresciuta di quasi il 26% rispetto al 2002 quando risulto' pari al 54,5%; quasi il 76% riconosce poi un contributo sostanziale del farmaco al miglioramento della qualita' di vita (+15,7 % rispetto al 2002) e quasi il 54% sostiene che il prodotto farmaceutico abbia dato un apporto funzionale nella sconfitta delle malattie mortali (+14% rispetto al 2002)".

Da qui a considerare i farmaci "elisir di buona vita" ce ne corre. Possono essere utili in alcuni casi, ma i fattori che rendono migliore la vita rimangono l'autostima e la consapevolezza di se stessi. E nessun farmaco, anche il migliore, da solo può garantirne la realizzazione.

E voi cosa ne pensate?

15.7.08

Nuovo servizio di "casa Google". Ecco Healthmap, la mappa delle malattie del pianeta

Una vera e propria cartina geografica virtuale in cui è possibile localizzare le malattie, le infezioni e i focolai epidemici di tutto il mondo. Healthmap nasce dall'incrocio tra GoogleMap e GoogleEarth, i programmi di mappatura satellitare inventati da Google.

Il servizio, pensato in origine per i medici, è nato grazie alla collaborazione di Google, che ha messo a disposizione il suo celebre motore di ricerca, con la Harvard University e con il Boston Children's Hospital. I dati, che provengono da almeno 14 fonti diverse, tra cui gli stessi Ministeri della Salute e le varie istituzioni regionali e locali, sono anche il risultato di un'opera di "filtraggio" delle informazioni presenti in più di 20mila siti internet, tra cui anche blog e forum di privati cittadini. E vista la popolarità che il servizio sta già riscuotendo nella rete Google rassicura sull'attendibilità dei dati riportati: per la mappatura delle crisi sanitarie globali, infatti, "Dr. Google" rimane sempre in contatto con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che garantisce la veridicità delle informazioni aggiornate in tempo reale sulla "Healthmap".

L'interfaccia di Google Health, un grosso planisfero satellitare puntinato da bandierine di colore giallo, arancione o rosso (in base alla gravità del virus) presenti sulle località in cui sono in atto delle crisi sanitarie, è disponibile, per il momento, solo nelle versioni in inglese, spagnolo, francese, russo e cinese anche se si presume non tarderà ad arrivare, come per altri servizi di Google, anche la disponibilità di altre lingue. Con un semplice click ognuno sarà così in grado di visualizzare graficamente quanto è diffusa una particolare malattia nel pianeta, di che cosa si tratta, mediante una breve spegazione del virus in questione, e se allo stato attuale il proprio Paese è interessato da qualche epidemia.

Tutta la verità sugli Spinaci


Nell'immaginario collettivo gli spinaci sono associati a benessere e salute. Chi non ricorda i muscoli d'acciaio rinvigoriti dagli spinaci di Braccio di Ferro? Ma sono davvero così ricchi di proprietà nutritive, vitamine e Sali minerali? Fanno davvero crescere i muscoli?

Pro e Contro degli Spinaci

Gli spinaci sono tra gli ortaggi più diffusi, divenuti famosi per il loro contenuto in ferro (circa 3mg su 100g.) all'inizio del 900 venivano addirittura prescritti in caso di anemia! Le persone più attente sanno che gli spinaci sono ricchissimi di nitriti, che come descritto in questo articolo, possono trasformarsi in nitrosamine, sostanze cancerogene. Fortunatamente, gli spinaci sono anche assai ricchi di carotenoidi (Beta Carotene) e di clorofilla e acido folico (Vitamina B9). Queste sostanze antiossidanti, contrastano efficacemente la presenza di nitriti.

Quindi, mediamente, l'utilizzo a scopi alimentari degli spinaci è da considerarsi positivo. È necessario prestare attenzione al metodo di coltivazione, prediligendo le colture in aria aperta e non intensive, da preferirsi sempre di origine biologico. Infatti un eccesso di fertilizzanti può aumentare la presenza di nitrati e diminuire le sue capacità antiossidanti. Alcuni consigli su come prevenire il fenomeno sono disponibili qui.

Gli spinaci sono invece controindicati per una serie di persone con le seguenti patologie:

- Le persone affette da diabete: il contenuto di acido ossalico presente negli spinaci, è un sottoprodotto dell’ acido ascorbico (vitamina C). può indebolire le riserve di vitamina C già ridotte nei soggetti diabetici.

- In caso di nefropatie e patologie a carico del rene: l'acido ossalico può aggravare la sintomatologia, favorendo calcoli a livello renale. L'acido ossalico si combina facilmente con ioni come il calcio, portando alla formazione di cristalli di ossalato. I calcoli renali sono costituiti in buona parte proprio dai cristalli di ossalato.

- In caso di epatopatie e altre affezioni del fegato. Il fegato è adibito alle detossificazione del nostro organismo. Se già in deficit, gli spinaci possono sovraccaricarlo.

Consumo degli spinaci

Il consumo degli spinaci che garantisce il maggior apporto di vitamine e Sali minerali è l'utilizzo da crudo.

Se vengono cotti eccessivamente, si ha una dispersione dei principi attivi favorevoli alla nostra salute a favore delle sostanze tossiche. I nitrati durante la bollitura si concentrano e allo stesso tempo le vitamine antiossidanti vengono inattivate. Si consiglia il consumo da crudo o al limite una breve cottura al vapore.

Da Naturopatiaoline

11.7.08

Pasti di carne una volta a settimana. Parola di Umberto Veronesi

"Un obiettivo ragionevole sarebbe ridurre i pasti di carne a una o due volte a settimana. Farebbe bene alla salute e all'economia". A lanciare l'appello, oggi a Milano, è l'oncologo Umberto Veronesi, durante la presentazione della quarta conferenza mondiale 'The future of science', in programma dal 24 al 27 settembre a Venezia.

L'ex ministro della Sanità, oggi senatore del Pd, si dichiara vegetariano e assicura: "Sono cresciuto in una cascina dove si mangiava carne una volta l’anno, al massimo si arrivava a tre, e sto bene". Secondo il professore, è necessario l'impegno di tutti per far fronte alla crisi alimentare globale. Per questo uno degli obiettivi dovrebbe essere calmierare i consumi di carne. "Ho fatto dei calcoli - spiega - e per oltre 6 miliardi di abitanti ci sono circa 3 miliardi di animali negli allevamenti. La quantità di cereali e acqua necessaria per alimentarli è gigantesca. Paradossalmente, però, questi animali servono a una piccola parte della popolazione, soprattutto quella occidentale che ha aumentato a dismisura la richiesta di carne. Cosa succederà quando altri due miliardi di persone dei Paesi emergenti approderanno alla dieta carnivora, affascinati dai consumi all’occidentale? L'unica certezza è che non potremo aumentare gli allevamenti”. Per questo, conclude l’oncologo, sarebbe "auspicabile modificare le nostre abitudini alimentari. Per il bene del pianeta".

Il programma "latte nelle scuole" esiste già da oltre trent'anni e ha subito nel tempo diverse modifiche. Nell'anno scolastico 2006/2007, per esempio, è stato distribuito nelle scuole di 22 Stati membri l'equivalente di 305.000 tonnellate di latte, con un contributo comunitario di oltre 50 milioni di euro. Con l'adozione del nuovo programma "ci si aspetta un aumento del numero di istituti scolastici partecipanti, il che permetterà di incoraggiare scolari e studenti a sostituire bevande e cibi di scarso valore nutrizionale con prodotti derivati dal latte sani e di qualità".

28.6.08

E' esploso il caldo. Salute a rischio per chi soffre d'asma, ecco i consigli degli esperti

Salute a rischio per il caldo di questi giorni, in particolare per i 3 milioni di italiani che soffrono d'asma. E soprattutto per chi è colpito da una forma grave della malattia, circa 300 pazienti. In questi casi, infatti, l'afa può rappresentare un serio pericolo, aggravato dal ristagno e dall'accumulo nell'aria di inquinanti e dalla maggiore concentrazione di ozono, che possono scatenare gravi crisi respiratorie.

L'allarme arriva dal congresso, in corso a Firenze, di Federasma, la Federazione che riunisce 20 associazioni italiane attive nella lotta contro l'asma e le allergie. E dal capoluogo toscano gli specialisti dettano le semplici regole anti-afa, in linea con quelle emanate dal ministero del Welfare.

"Il caldo mette in crisi le capacità fisiche e lavorative di tutti - spiega Walter Canonica, presidente della World Allergy Organization - a maggiore ragione delle persone che soffrono di una malattia cronica e spesso invalidante come l'asma grave", una condizione che interessa circa 300 mila italiani e che caratterizzata dalla frequenza giornaliera e l'intensità - nonostante la terapia - di sintomi come oppressione, respiro sibilante, costrizione del torace e tosse. Possibili crisi respiratorie improvvise che diventando via via più gravi.

Secondo una ricerca di Federasma la percentuale maggiore di pazienti con asma grave si concentra al Sud e nelle isole (48%), mentre l'impatto è minore al Nord Est (12%) e al Centro (14%). Al secondo posto per prevalenza c'è invece il Nord Ovest (26%). Mentre l'età media dei pazienti si aggira sui 46 anni. Per questi pazienti oggi sono disponibili terapie mirate, che bloccano al monte il meccanismo che scatena la crisi.

In questi giorni di afa, intanto, gli esperti consigliano di adottare comportamenti utili a ridurre lo stress fisico provocato dal caldo eccessivo.

Ed ecco le regole:
- evitare di uscire di casa nelle ore più calde, tra le 11.00 e le 18.00
- soggiornare in ambienti rinfrescati da un ventilatore o da un climatizzatore con deumidificatore, pulendo i filtri regolarmente
- bere almeno due litri d'acqua al giorno, anche se non se ne avverte il bisogno
- mangiare quotidianamente frutta e verdura fresche
- evitare gli sbalzi eccessivi di temperatura o l'esposizione in ambienti condizionati con aria troppo fredda, assicurandosi che il climatizzatore sia regolato su di una temperatura media di 24-26 gradi
- coprirsi quando si passa da un ambiente molto caldo ad uno con aria condizionata.

Fondamentale, infine, vestirsi in modo leggero, evitando di indossare indumenti sintetici e seguire attentamente le raccomandazioni e prescrizioni del medico curante.

(Adnkronos)

10.4.08

L'influenza del clima sull'umore

Che il clima abbia conseguenze sia sull'umore sia sul fisico dell'uomo non è una novità. La bioclimatologia è appunto la disciplina che si interessa dello studio dell'analisi teorica e della ricerca sperimentale dei rapporti che intercorrono tra gli eventi atmosferici e gli organismi viventi, sia nel loro ambiente sia altrove, per studiarne il maggior numero di effetti, sotto l'aspetto fisico, fisiologico, patologico, preventivo e terapeutico.

Dal 1969, anno di costituzione, il Centro di Ricerche di Bioclimatologia medica, Biotecnologie e Medicine naturali dell'università di Milano, diretto fino al 1990 dal suo fondatore Roberto Gualtierotti, ha svolto un'intensa attività di ricerca, teorica e applicata, anche nel settore ambientale promuovendo sin dal 1970 studi sul territorio nazionale, per conto di Enti pubblici e privati, e sui rapporti tra clima e salute.

"Tra i ricercatori del centro ci sono diverse figure, dal medico all'urbanista, dall'ingegnere al chimico", spiega il professore, "ognuno studia aspetti diversi del problema. Questa è infatti una scienza interdisciplinare".

"Quando studiamo il clima", continua Gualtierotti, bioclimatologo dell'università di Milano, "non dobbiamo mai scordarci che l'uomo lo ha cambiato e lo sta cambiando. Nel corso di questi anni, gli studi effettuati ci hanno portato a identificare le meteoropatie primarie e secondarie.

Le primarie sono quelle sindromi, quali la depressione e l'astenia profonda, che si avvertono quando si è sani in presenza del cattivo tempo: il fattore che incide di più è la carenza di luce". Le sindromi meteoropatiche secondarie si presentano invece come aggravamenti o riacutizzazioni di malattie croniche, infiammatorie o degenerative, a carico di vari organi, sistemi e apparati dell'organismo umano.

"Nonostante il crescente interesse nei confronti di questa disciplina, la professione del bioclimatologo medico non è ancora riconosciuta. Dunque chi vi si dedica è sostanzialmente un ricercatore che esercita presso l'università", sottolinea Gualtierotti, "non è necessario essere laureati in medicina. Vista l'interdisciplinarità della materia si può infatti anche essere laureati in biologia e chimica soprattutto. Ma non mancano in ogni caso studiosi di altre discipline come l'ingegneria".

Ripreso da Healthcare

6.4.08

Botox, non solo antirughe. Gli effetti collaterali sul cervello

Le iniezioni di botulino, noto trattamento antirughe, potrebbero provocare la diffusione della tossina dal viso al cervello. A lanciare l'allarme e' stato un gruppo di ricercatori italiani dell'Istituto di neuroscienze di Pisa in uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience e ripresa anche dalla rivista New Scientist.

Il Botox e' un veleno naturale utilizzato ogni anno da milioni di persone in tutto il mondo perche' in grado di riportare indietro gli anni di una persona, almeno sul viso. I ricercatori italiani hanno pero' scoperto che questo trattamento potrebbe essere molto pericoloso per la salute dei pazienti. Gli scienziati hanno iniettato il Botox nei ratti e hanno rilevato tracce di questa tossina anche nel cervello. In particolare, sono state scoperte delle tracce nell'ippocampo, quella parte del cervello che controlla la memoria a lungo termine e l'orientamento spaziale.

Dopo sei mesi dalla scoperta della presenza di Botox nel cervello, i ricercatori hanno rifatto le analisi sul cervello degli stessi ratti e hanno rilevato ancora la presenza della tossina. Anche se i ratti e gli esseri umani hanno una diversa fisiologia e, quindi, le loro risposte possono variare, gli scienziati non hanno escluso che quello che e' avvenuto nelle sperimentazioni sulle cavie potesse replicarsi anche sulle persone. Il Botox e' stato approvato per uso commerciale nel 1989. L'anno scorso vantava piu' di 900 milioni di euro di vendite in tutto il mondo.

Le iniezioni di Botox provocano un indebolimento dei muscoli o addirittura la paralisi dei nervi della pelle. Gli effetti durano circa tre o quattro mesi, ma potrebbe provocare anche disturbi collaterali, come mal di testa, stomaco o sintomi tipici dell'influenza. La Food and Drug Administration sta gia' indagando sui presunti effetti negativi di questa tossina, analizzando nello specifico alcuni casi eclatanti.
(Agi)

4.4.08

"I segreti dell'eterna giovinezza" spiegati da Marie Belouze-Storm

Insegnare le strategie per invecchiare in modo equilibrato ed armonioso. Aiutare a sopportare con coraggio i cambiamenti dell'eta'. Fare accettare le trasformazioni del proprio fisico. Ma, soprattutto, dare i consigli utili per una vita sana. Sono questi gli obiettivi che Marie Belouze Storm, giornalista freelance specializzata in salute e fitness, persegue nel libro I segreti dell'eterna giovinezza, pubblicato da Morellini editore nella collana Pink generation.

Come fare per evitare che i primi capelli bianchi creino sconforto e delusione? Come fare per evitare che il trascorrere del tempo lasci dei segni inesorabili del suo passaggio? Ecco quali sono le domande alle quali risponde Marie Belouze-Storm, nella sua guida semplice ed immediata. In realta', i problemi legati all'eta' possono essere alleviati. Non e' sempre detto, infatti, che non sia possibile rimediare ai primi inestetismi della pelle. Forte di queste convinzioni l'autrice fornisce una serie di indicazioni per contrastare i guai fatti dal tempo. ''Grazie a questa guida - scrive - imparerete tutti i trucchi per sembrare piu' giovani della vostra eta', qualunque essa sia. Non e' il caso di lasciarvi andare o di sentirvi tradite dal vostro corpo o dal vostro aspetto! Questo libro vi insegnera' qualche segreto per risparmiarvi fastidi in futuro''.

In primo luogo, per restare giovani e' necessario coltivare l'autostima. ''L'autostima - spiega Marie Belouze-Storm - e la sicurezza di se' vanno di pari passo. In altri termini, l'autostima e' essenziale per acquistare sicurezza. E' quindi fondamentale armarsi di tali virtu' per affrontare le incertezze del futuro''. Gli altri segreti sui quali l'autrice punta la sua attenzione riguardano in particolare la cura del proprio corpo. Nel libro viene spiegato, ad esempio, ''come restare giovani rispettando il proprio corpo'' e '' come restare giovani mantenendo la linea''.

Le 'formule magiche' per restare giovani, d'altra parte, si nascondono nei piatti sani, nelle ore di sport e in una vita ricca ed appagante. Restare giovani, insomma, non e' difficile. E' opportuno, pero', non perdere mai la fiducia in se stessi.
(Adnkronos)

1.4.08

Il te' verde migliora l'azione degli antibiotici

Il te' verde e' un efficace antibatterico. Lo sostiene un gruppo di scienziati egiziani della Facolta' di Farmacia dell'Universita' di Alessandria, in occasione del 16mo Congresso della Society for General Microbiology in corso a Edimburgo fino al 3 aprile 2008.

Secondo gli scienziati, prendere gli antibiotici bevendo te' verde triplicherebbe la loro efficacia nel combattere i batteri che hanno sviluppato resistenza al farmaco.

Poiche' in Egitto il te verde e' una bevanda molto comune, e' probabile, hanno pensato gli scienziati, che molte persone sotto cura con antibiotici bevano anche parecchio te'. E' partita' cosi' la ricerca per accertare se effettivamente il te' verde ha qualche effetto sugli antibiotici: se interferisce; se non interferisce per nulla oppure non migliora l'effetto della medicina.

"Abbiamo provato il te' in combinazione con antibiotici contro 28 malattie causate da microrganismi appartenenti a due classi diverse - spiega Mervat Kassem coordinatore della ricerca che ha anticipato il risultato ottenuto sul sito di Science - e per ogni singolo caso il te' verde ha migliorato l'azione battericida degli antibiotici. Ad esempio l'effetto del chloramphenicol e' stato migliore del 99,99% se somministrato insieme al te', piuttosto che da solo".

Inoltre, si e' appurato che le proprieta' della bevanda rendono i batteri piu' sensibili del 20% alle cefalosporine, una classe di antibiotici verso i quali nuovi ceppi di batteri hanno sviluppato resistenza. Il risultato conseguito ha stupito gli stessi ricercatori in quanto ha dimostrato che nella maggioranza dei casi e per tutti i tipi di antibiotici provati, bere te' verde, anche a basse concentrazioni, quando si prende il farmaco sembra ridurre la resistenza dei batteri agli antibiotici.

"I nostri risultati dimostrano che si dovrebbero considerare piu' seriamente i prodotti naturali che consumiano ogni giorno. In futuro - ha detto Kassem - vedremo se altri prodotti naturali come la maggiorana, il timo o altri, contengono principi attivi in grado di aiutare a combattere la resistenza sviluppata dai batteri".

(Apcom)

31.3.08

Tisana 2008, Benessere in Fiera a Lugano

Tisana, la Fiera del Benessere della Svizzera Italiana, compie undici anni. L'appuntamento a Lugano si rinnova quest'anno dal 10 al 13 aprile 2008.

Cinque le aree tematiche: Salute, Alimentazione Naturale, Ambiente, I luoghi del Benessere, Editoria e Web. Ogni area presenta i servizi e i prodotti dedicati a promuovere uno stile di vita sano, equilibrato e consapevole. Una “cultura del benessere” che, in linea con la crescente domanda di una migliore qualità della vita, ridefinisce e migliora le abitudini e i comportamenti dell’uomo nel nuovo millennio.
Alla manifestazione partecipano 180 espositori che presentano le ultime novità nell’ambito di prodotti e servizi dedicati alla salute, all’alimentazione e all’ambiente. Inoltre, in collaborazione con le associazioni e gli operatori di settore, Tisana propone un ricco calendario di 57 appuntamenti, fra conferenze e seminari, dedicati all’aggiornamento e alla promozione di una sempre più importante “cultura del benessere”. Infine, 5 ristoranti accolgono il pubblico nel rispetto di un’alimentazione sana che non trascura gusto e sapore.

L’incontro tra pubblico ed espositori è l’occasione migliore per apprezzare personalmente le novità nel campo della medicina complementare, dell’abitare sano e di una corretta alimentazione. Sarà interessante l’approccio diretto con farmacie, casse malati, associazioni legate alla salute, medici e terapeuti del naturale ben lieti di questa occasione per confrontarsi e offrire la propria esperienza.