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10.4.08

L'influenza del clima sull'umore

Che il clima abbia conseguenze sia sull'umore sia sul fisico dell'uomo non è una novità. La bioclimatologia è appunto la disciplina che si interessa dello studio dell'analisi teorica e della ricerca sperimentale dei rapporti che intercorrono tra gli eventi atmosferici e gli organismi viventi, sia nel loro ambiente sia altrove, per studiarne il maggior numero di effetti, sotto l'aspetto fisico, fisiologico, patologico, preventivo e terapeutico.

Dal 1969, anno di costituzione, il Centro di Ricerche di Bioclimatologia medica, Biotecnologie e Medicine naturali dell'università di Milano, diretto fino al 1990 dal suo fondatore Roberto Gualtierotti, ha svolto un'intensa attività di ricerca, teorica e applicata, anche nel settore ambientale promuovendo sin dal 1970 studi sul territorio nazionale, per conto di Enti pubblici e privati, e sui rapporti tra clima e salute.

"Tra i ricercatori del centro ci sono diverse figure, dal medico all'urbanista, dall'ingegnere al chimico", spiega il professore, "ognuno studia aspetti diversi del problema. Questa è infatti una scienza interdisciplinare".

"Quando studiamo il clima", continua Gualtierotti, bioclimatologo dell'università di Milano, "non dobbiamo mai scordarci che l'uomo lo ha cambiato e lo sta cambiando. Nel corso di questi anni, gli studi effettuati ci hanno portato a identificare le meteoropatie primarie e secondarie.

Le primarie sono quelle sindromi, quali la depressione e l'astenia profonda, che si avvertono quando si è sani in presenza del cattivo tempo: il fattore che incide di più è la carenza di luce". Le sindromi meteoropatiche secondarie si presentano invece come aggravamenti o riacutizzazioni di malattie croniche, infiammatorie o degenerative, a carico di vari organi, sistemi e apparati dell'organismo umano.

"Nonostante il crescente interesse nei confronti di questa disciplina, la professione del bioclimatologo medico non è ancora riconosciuta. Dunque chi vi si dedica è sostanzialmente un ricercatore che esercita presso l'università", sottolinea Gualtierotti, "non è necessario essere laureati in medicina. Vista l'interdisciplinarità della materia si può infatti anche essere laureati in biologia e chimica soprattutto. Ma non mancano in ogni caso studiosi di altre discipline come l'ingegneria".

Ripreso da Healthcare

11.2.08

La Terra cambia frequenza

Tutto il visibile e l'invisibile vibra in una determinata frequenza perché è energia. Quando lo stato vibrazionale è lento l'energia ci appare densa e tende a solidificarsi. Tuttavia, se osserviamo un solido al microscopia elettronico possiamo osservare che esso vibra sempre di energia; esso non esisterebbe se non vibrasse. Un aumento della velocità di vibrazione corrisponde a una diminuzione della densità dell'energia, come nel caso del ghiaccio che diventa acqua e l'acqua diventa vapore non visibile. Il calore ha determinato un aumento della velocità vibrazionale e il ghiaccio si è liquefatto; l'ulteriore elevazione del calore, e quindi della velocità vibrazionale, ha reso l'acqua ancor meno solida trasformandola in vapore.


Questo principio vale per ogni sostanza solida. Ad esempio, anche il metallo si scioglie nel momento in cui viene sottoposto ad alte temperature a causa del cambiamento del suo stato vibrazionale. Un aumento dello stato vibrazionale corrisponde a un aumento della temperatura. Anche la Terra sta modificando le sue vibrazioni al rialzo, come è dimostrato dall'innalzamento della temperatura. Gli scienziati hanno identificato questo fenomeno già 1991.

Oggi il clima della Terra è fortemente alterato e ciò viene attribuito al “surriscaldamento globale”. Molte correnti scientifiche vogliono, a tutti i costi, far credere all'opinione pubblica che il fenomeno sia causato dall'inquinamento industriale. Gli agenti inquinanti non fanno bene all'ecosistema, ma non sono certo essi la vera causa dell'innalzamento delle temperature. La vera causa del rialzo delle temperature globali è dovuta dall'aumento della frequenza vibrazionale del campo energetico planetario che sta aumentando in maniera esponenziale.



Si tratta della frequenza sonora della Terra che sta aumentando con molta velocità. Essa è la frequenza sonora di base conosciuta con il nome di Risonanza di cavità Schumann, che fu identificata già nel 1899. Dal momento della sua scoperta al 1940 questa frequenza è rimasta inalterata a circa 7,8 hertz o 7 cicli al secondo. L'inizio del suo innalzamento è avvenuto nel 1986-87 e all'inizio del 1996 aveva raggiunto gli 8,6 hertz. Attualmente, secondo recenti stime, il valore della risonanza di cavità Schumann avrebbe già superato i 10 hertz e continuerebbe ad aumentare ulteriormente.

Ma non finisce qui! L'aumento della risonanza di cavità Schumann è “accompagnato” da un altro fenomeno: la diminuzione del campo magnetico terrestre. Il nostro pianeta è un enorme magnete avente una moltitudine di livelli che ruotano per formare un campo magnetico. L'intensità della densità del campo magnetica è proporzionale alla velocità di rotazione del pianeta. Tanto tempo fa, all'incirca duemila anni fa, l'intensità del campo magnetico terrestre raggiunse il massimo della sua intensità, ma da allora questa intensità è sempre diminuita, man mano che la Terra diminuiva la sua velocità di rotazione. Attualmente il campo magnetico terrestre ha raggiunto una flessione pari al 50 per cento se comparato a quello di 1.500 anni fa. Questo fenomeno, che è destinato ad andare avanti, rientra in un meccanismo del tutto naturale. Per rendere l'idea, un po' come il meccanismo che regola le stagioni, ma assai più complicato e potente.



Secondo il geologo Gregg Braden, tanto tempo fa i Maya ritenevano che il culmine della trasformazione poteva essere raggiunto nel 2012, quando la risonanza magnetica potrebbe toccare i 13 cicli al secondo e il suo campo magnetico potrebbe addirittura assestarsi attorno allo zero. Secondo Gregg Braden, il Punto Zero sarà associato alla quasi totale diminuzione del campo magnetico. Con questi parametri così bassi la Terra cesserà di ruotare. Nonostante ciò, la gravità del pianeta non sparirà in quanto essa è governata da altre leggi, non dalla sua rotazione. Non sarà la prima volta che accadrà una simile trasformazione visto che una cosa simile pare si sia palesata per ben 14 volte negli ultimi 4,5 milioni di anni. L'ultima volta che il fenomeno è esordito risale tra gli 11mila e 13mila anni fa, un'era che molti esperti associano con la fine di Atlantide e l'inizio della ricostruzione dopo il grande cataclisma avvenuto dopo il 10500 a.C.

Esiste un Grande Ciclo di 26mila anni che governa questo processo di trasformazione e tredicimila anni fa ci trovavamo nel mezzo di esso. Ora, questo Grande Ciclo è in dirittura d'arrivo e questo comporterà enormi mutamenti. Gregg Braden non scarta certo la possibilità che il nostro pianeta possa smettere di roteare. Inoltre, da analisi del ghiaccio in Groenlandia e nelle aree polari emerge che probabilmente l'asse terrestre si sia spostato di recente, circa 3.500-3.600 anni fa. Tutte le volte che l'intensità del campo magnetico del nostro pianeta è diminuita, fenomeno che oggi possiamo sperimentare in prima persona, è corrisposto uno spostamento dei poli, ovvero l'inversione del nord e sud magnetico. Gregg Braden sostiene che per alcuni giorni la Terra smetterà di ruotare e poi inizierà a farlo in senso opposto. Se il pianeta smetterà temporaneamente di ruotare avrà una metà illuminata e l'altra metà al buio, E questo fenomeno è descritto migliaia di anni fa dagli antichi. Questo processo lo si può osservare in una barra di ferro quando il flusso di elettricità che la attraversa viene invertito, si ha l'inversione dei poli. Quando la Terra inizierà a ruotare in senso opposto muterà direzione il suo flusso elettrico, e quindi si invertiranno i poli.



Il dottor Brian Desborough sostiene che i media tendono a sminuire, e alla peggio, ignorare molti eventi geofisici. Anch'egli conferma la veloce diminuzione del campo magnetico terrestre che prossimamente raggiungerà lo zero. Anche il servizio geologico degli Stati Uniti conferma queste tesi. L'ente di stato sostiene che ogni 500mila anni il campo magnetico terrestre raggiunge lo zero per poi riformarsi lentamente. Questa transazione causerà epocali trasformazioni geologiche, cataclismi terrestri, eruzioni esplosive dei vulcani, ecc., a causa del temporaneo blocco della rotazione del pianeta. Colleghi di Brian Desborough affermano che il campo magnetico della Terra abbia già toccato lo zero e che si sia elevata la conversione dell'idrogeno in elio. Questo processo di intensificazione delle frequenze non interessa solamente il nostro pianeta ma anche il sistema solare e l'intera galassia.



Gli antichi sapevano molto bene di queste svolte energetiche che causavano epocali cambiamenti strutturali e geofisici della Terra. I calendari dei Maya (che risalgono a circa 18mila anni fa), degli egizi (che risalgono a circa 39mila anni fa), dei tibetani, dei cinesi e di altre civiltà portano nel periodo che corrisponde a quello nostro; quello che sta per terminare. In particolare, i Maya parlavano di un tempo di transizione, ovvero del periodo di “Assenza di tempo”, in cui il vecchio tempo veniva sostituito dal nuovo tempo. Secondo i Maya, il tutto iniziava nel luglio del 1982 e avrebbe condotto al cambiamento nel 12 dicembre 2012. Infatti, neanche a farlo apposta, attorno agli anni ottanta si inizia a sentire sempre con maggiore intensità di mutamenti del clima, del surriscaldamento della Terra e via dicendo.

(Ecplanet)


15.12.07

Firmata la 'road-map' per il dopo-Kyoto

Bali, 15 dicembre 2007. Ci sono accordi internazionali che aprono la strada a grandi miglioramenti globali. Il documento firmato a Bali, il 15 dicembre, giornata di chiusura della 13a conferenza quadro sul clima, è certamente uno di questi. L’accordo getta le fondamenta per due anni di negoziati durante i quali dovrà essere ridisegnato – grazie al più ampio numero possibile di paesi - il protocollo di Kyoto.

Il raggiungimento del negoziato è stato però molto difficile: gli USA infatti si sono strenuamente opposti ad inserire nel documento rigide quote di riduzione dei gas serra. L’Europa, invece si è sempre battuta per la definizione di numeri chiari, quantificabili, scritti nero su bianco.

Secondo le dichiarazioni del ministro dell'Ambiente tedesco Sigmar Gabriel, però l’accordo raggiunto a Bali sarebbe semplicemente un documento di compromesso, in cui il vecchio continente avrebbe accettato di non inserire alcun cenno sulle riduzioni di gas serra - già ipotizzate tra il 20 e il 40 per cento entro il 2020 - in cambio dell’adesione al dopo-Kyoto da parte degli Stati Uniti. Fino all’ultimo momento l’esito della conferenza – che definisce la cornice entro la quale verrà definito il nuovo protocollo salva-clima - è rimasto incerto. La felice conclusione del summit preparatorio del dopo-Kyoto ha sorpreso molti.

L’assemblea che darà la luce al documento salva-clima si terrà a Copenaghen nel 2009. Si prevedono scontri ancora più accesi di quelli di Bali. Altissima la posta in gioco: salute, economia e sviluppo per i popoli – poveri e ricchi – della Terra. Per il ministro Pecoraro Scanio, il documento di Bali è comunque una vittoria nei confronti di chi voleva boicottare Kyoto, ma soprattutto è una grande soddisfazione per l’ONU e per l’IPCC, il comitato ONU sui cambiamenti climatici. “L’unico grande rammarico – prosegue il ministro – è quello di aver tolto l'indicazione, fin da ora, degli obiettivi di taglio delle emissioni''.

Rimane però il quarto rapporto sui cambiamenti climatici – forte di un premio Nobel appena vinto - redatto proprio dai climatologi dell’IPCC a ricordare e a chiedere a gran voce il taglio delle emissioni del 25-40 per cento. Una voce troppo autorevole per essere del tutto ignorata.

Ripreso da Buone Notizie